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18/07/2008
Conferenza stampa Segesta
Conferenza stampa Segesta
Comunicato stampa Palermo 14 luglio 2008
Torna il consueto appuntamento con il “Calatafimi Segesta Festival”, la rassegna teatrale che si svolge in uno dei siti più belli e affascinanti dell’isola: Segesta.
Organizzato dal Comune di Calatafimi con il sostegno della Regione Siciliana – Assessorato Beni Culturali e Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani – il cartellone anche quest’anno porta la firma del direttore artistico Enrico Stassi, una garanzia in termini di qualità.
Dal 24 luglio al 29 agosto saranno sedici gli spettacoli in programma che saranno ospitati ora al Teatro antico – uno dei più bei teatri, costruito tra il III e il II secolo ed orientato verso il golfo di Castellammare - ora al Castello Eufemio di Calatafimi Segesta.
Nella stesura del cartellone Enrico Stassi ha ricercato spettacoli che potessero il più possibile trovare un dialogo con lo “spirito dei luoghi”, pur sempre attraverso declinazioni diverse, Dalle sorgenti alla nuova scena, partendo dal mito, dai classici, passando per Shakespeare o per Ramuz, e approdando anche alla “nuova scena” con un autore come Ravenhill, che volge un occhio contemporaneo e impietoso alle figure mitiche del passato, o una Medea che afferma la sua “diversità” di straniera e di neo-donna, o ancora un Prometeo degli Archivio Zeta, con il loro rigoroso teatro-di-parola radicato alla terra e alle pietre.
Com’è noto, le intenzioni programmatiche non sempre si coniugano felicemente con la realtà, fatta di difficoltà diverse, dovute anche ai tempi che si attraversano. Ecco perché non si possono non citare tre avvenimenti, tre “incontri” fondamentali, che hanno reso possibile la composizione del programma.
Il primo è l’intervento diretto del Soprintendente ai Beni Culturali di Trapani, Giuseppe Gini, insieme al quale si è concepito e inserito nel cuore del Festival il progetto “Forme e musica per risognare il mito in Sicilia – Segesta: Partiture per Mito e Sogno”, direttamente promosso dall’Assessorato regionale, sostanzialmente composto dal polittico di “Medea e la luna” (giovedì 24 luglio ore 21), “Addìo alle armi” (9 agosto ore 19 e 10 agosto ore 5), “Segesta Eneide” (13 e 14 agosto ore 21) e “La passione delle Troiane” (26 agosto ore 21).
L’altro è l’incontro con Aurelio Gatti- direttore artistico del circuito “Teatri di Pietra”- che, oltre a presentare a Segesta due sue importanti produzioni – “Ione” (7 agosto ore 19) e il “Ciclope” (28 agosto ore 19) – ha messo a disposizione del Festival la sua esperienza organizzativa: una collaborazione già avviata nel 2007 e rafforzatasi quest’anno attraverso un proficuo e costante scambio di idee e progetti.
L’altra ancora, non ultima per importanza, la collaborazione con Giancarlo Cauteruccio e il Magna Grecia Teatro Festival che si svolge in Calabria.
«Se è vero che comporre il programma artistico di una rassegna è un po’ come dar vita a una creazione – ha detto Enrico Stassi - la cui identità prende a vivere e pulsare di vita propria, mi accorgo, passando in rassegna tutti i titoli, che sì, c’è la leggerezza dei Plauto e dei Ramuz o la gioia della musica (guai se non ci fosse), c’è il dramma satiresco del Ciclope e la ilarotragedia di Ione, ma in fondo serpeggia qui e là un’inquietudine. Lo straniero, l’altro, il profugo, il diverso, il migrante, il naufrago, si incarnano ora in un personaggio ora in un altro, ora è la Medea magara “calabrese” di Corrado Alvaro, ora è il Ciclope, ora è il dolore delle Troiane che andranno schiave ai vincitori in terre straniere, ora è lo stesso Enea, paradigma del profugo che lascia la propria città distrutta, alla ricerca di una patria nuova, difficile da raggiungere, incerta. E il suo “errare”, che lo apparenta ai troppi profughi e migranti di oggi, ci dice che questo “altro”, con cui siamo chiamati a fare i conti, è la sfida fra le più ardue del nostro presente».
Ma il cartellone del “Calatafimi Segesta Festival” sarà anche ricco di musica e spettacoli ilari, adatti a tutti i tipi di pubblico. Il 25 luglio, ad esempio, si terrà il “Bollani Carioca”, l’inedito viaggio che l’acclamato pianista Stefano Bollani, premiato nel 2007 con l’Hans Koller European Jazz Prize, ha intrapreso andando alla scoperta del mondo del samba e dello choro: le vere, autentiche colonne sonore di Rio de Janeiro; mentre il 26 luglio sarà la volta del “Concerto di musica e canti sacri bizantini degli Albanesi di Sicilia” diretto dal Maestro Salvatore Di Grigoli.
Tra gli spettacoli che vedono protagonisti i volti più noti al grande pubblico “’O cunto d’o surdato” (27 luglio ore 19) - traduzione in lingua napoletana de “L’Histoire du Soldat” di C.F. Ramuz – con Lello Arena, e “Menecmi” di Plauto (8 agosto ore 21) con Franco Oppini, Nini Salerno e Mita Medici.
Anche quest’anno il Festival organizza in questa splendida “conchiglia sospesa nel vuoto” che è il Teatro antico di Segesta tre suggestive albe che, alle cinque del mattino, richiamano un folto stuolo di amatori, desiderosi di assistere al misterioso spettacolo del sole nascente durante rappresentazioni sempre di grandissima qualità: “Addio alle armi” (10 agosto); “Olà Medea!” (16 agosto) e “Prometeo Incatenato” (24 agosto).
Addetto stampa Lavinia D’Agostino –mob. 3478457574 –e-mail. laviniadagostino@tin.it
Torna il consueto appuntamento con il “Calatafimi Segesta Festival”, la rassegna teatrale che si svolge in uno dei siti più belli e affascinanti dell’isola: Segesta.
Organizzato dal Comune di Calatafimi con il sostegno della Regione Siciliana – Assessorato Beni Culturali e Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Trapani – il cartellone anche quest’anno porta la firma del direttore artistico Enrico Stassi, una garanzia in termini di qualità.
Dal 24 luglio al 29 agosto saranno sedici gli spettacoli in programma che saranno ospitati ora al Teatro antico – uno dei più bei teatri, costruito tra il III e il II secolo ed orientato verso il golfo di Castellammare - ora al Castello Eufemio di Calatafimi Segesta.
Nella stesura del cartellone Enrico Stassi ha ricercato spettacoli che potessero il più possibile trovare un dialogo con lo “spirito dei luoghi”, pur sempre attraverso declinazioni diverse, Dalle sorgenti alla nuova scena, partendo dal mito, dai classici, passando per Shakespeare o per Ramuz, e approdando anche alla “nuova scena” con un autore come Ravenhill, che volge un occhio contemporaneo e impietoso alle figure mitiche del passato, o una Medea che afferma la sua “diversità” di straniera e di neo-donna, o ancora un Prometeo degli Archivio Zeta, con il loro rigoroso teatro-di-parola radicato alla terra e alle pietre.
Com’è noto, le intenzioni programmatiche non sempre si coniugano felicemente con la realtà, fatta di difficoltà diverse, dovute anche ai tempi che si attraversano. Ecco perché non si possono non citare tre avvenimenti, tre “incontri” fondamentali, che hanno reso possibile la composizione del programma.
Il primo è l’intervento diretto del Soprintendente ai Beni Culturali di Trapani, Giuseppe Gini, insieme al quale si è concepito e inserito nel cuore del Festival il progetto “Forme e musica per risognare il mito in Sicilia – Segesta: Partiture per Mito e Sogno”, direttamente promosso dall’Assessorato regionale, sostanzialmente composto dal polittico di “Medea e la luna” (giovedì 24 luglio ore 21), “Addìo alle armi” (9 agosto ore 19 e 10 agosto ore 5), “Segesta Eneide” (13 e 14 agosto ore 21) e “La passione delle Troiane” (26 agosto ore 21).
L’altro è l’incontro con Aurelio Gatti- direttore artistico del circuito “Teatri di Pietra”- che, oltre a presentare a Segesta due sue importanti produzioni – “Ione” (7 agosto ore 19) e il “Ciclope” (28 agosto ore 19) – ha messo a disposizione del Festival la sua esperienza organizzativa: una collaborazione già avviata nel 2007 e rafforzatasi quest’anno attraverso un proficuo e costante scambio di idee e progetti.
L’altra ancora, non ultima per importanza, la collaborazione con Giancarlo Cauteruccio e il Magna Grecia Teatro Festival che si svolge in Calabria.
«Se è vero che comporre il programma artistico di una rassegna è un po’ come dar vita a una creazione – ha detto Enrico Stassi - la cui identità prende a vivere e pulsare di vita propria, mi accorgo, passando in rassegna tutti i titoli, che sì, c’è la leggerezza dei Plauto e dei Ramuz o la gioia della musica (guai se non ci fosse), c’è il dramma satiresco del Ciclope e la ilarotragedia di Ione, ma in fondo serpeggia qui e là un’inquietudine. Lo straniero, l’altro, il profugo, il diverso, il migrante, il naufrago, si incarnano ora in un personaggio ora in un altro, ora è la Medea magara “calabrese” di Corrado Alvaro, ora è il Ciclope, ora è il dolore delle Troiane che andranno schiave ai vincitori in terre straniere, ora è lo stesso Enea, paradigma del profugo che lascia la propria città distrutta, alla ricerca di una patria nuova, difficile da raggiungere, incerta. E il suo “errare”, che lo apparenta ai troppi profughi e migranti di oggi, ci dice che questo “altro”, con cui siamo chiamati a fare i conti, è la sfida fra le più ardue del nostro presente».
Ma il cartellone del “Calatafimi Segesta Festival” sarà anche ricco di musica e spettacoli ilari, adatti a tutti i tipi di pubblico. Il 25 luglio, ad esempio, si terrà il “Bollani Carioca”, l’inedito viaggio che l’acclamato pianista Stefano Bollani, premiato nel 2007 con l’Hans Koller European Jazz Prize, ha intrapreso andando alla scoperta del mondo del samba e dello choro: le vere, autentiche colonne sonore di Rio de Janeiro; mentre il 26 luglio sarà la volta del “Concerto di musica e canti sacri bizantini degli Albanesi di Sicilia” diretto dal Maestro Salvatore Di Grigoli.
Tra gli spettacoli che vedono protagonisti i volti più noti al grande pubblico “’O cunto d’o surdato” (27 luglio ore 19) - traduzione in lingua napoletana de “L’Histoire du Soldat” di C.F. Ramuz – con Lello Arena, e “Menecmi” di Plauto (8 agosto ore 21) con Franco Oppini, Nini Salerno e Mita Medici.
Anche quest’anno il Festival organizza in questa splendida “conchiglia sospesa nel vuoto” che è il Teatro antico di Segesta tre suggestive albe che, alle cinque del mattino, richiamano un folto stuolo di amatori, desiderosi di assistere al misterioso spettacolo del sole nascente durante rappresentazioni sempre di grandissima qualità: “Addio alle armi” (10 agosto); “Olà Medea!” (16 agosto) e “Prometeo Incatenato” (24 agosto).
Addetto stampa Lavinia D’Agostino –mob. 3478457574 –e-mail. laviniadagostino@tin.it
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