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marchio volterra
01/07/2008
Volterra presentazione 2008
Volterra presentazione 2008
Donne, donne, donne!
Quest’anno il Festival è un evidente omaggio all’universo femminile Malaparte con “Anche le donne hanno perso la guerra” la Didone, le Sorelle di sangue, anche per celebrare Puccini lo abbiamo fatto mettendo in evidenza la sua Cameriera, poi c’è Euridice (quando si parla di Orfeo è inevitabile, e non solo ci sono anche le donne artista, come Irina Brook, la poetessa Caterina Trombetti, la ricercatrice Paola Ircani Manichini, la scrittrice Alma Daddario, la nostra referente organizzativa di sempre Maura Catalan, Isabel Russinova, Elisabetta Pozzi, poi Benedetta Betti e Rossella Cambi e la loro “Volterra Danza” gremita di donne, ragazze, bimbe, e anche Silvia Siravo, e la giornalista Emilia Constantini, anche la nostra grafica è una donna: Virna.
E’ stato casuale che mi sia capitato sottomano questo testo: “Le Troiane” nell’adattaemnto di Jean Paul Sartre…ancora donne con le nostre splendide Stefania Pugi, Francesca Signorini, Gianna Sabatini, Sabina Guillet, Eva Bartali, Annagrazia Benassai, e la straordinaria Marion D’Amburgo.
Donne, donne, donne! Come si fa a non amare le donne? I loro corpi sinuosi, le loro voci cristalline, la loro tenerezza, la loro mente imperscrutabile, il loro universo pieno di misteri….
Mai avevo letto il riadattamento di Sartre da Euripide, nemmeno sapevo che esisteva. Me lo sono bevuto in un fiato...bello. Straordinario, Sartre asciuga Euripide in modo mirabile, lasciandogli il fascino antico, pur modernizzandolo, in versi sciolti e creando una partitura che nel suo significante sembra abbisogni solo di un orchestra e un coro…poesia allo stato puro! Sartre prende l’essenza, mantiene del tutto Euripide, personalizza ben poco ma quel poco che basta a rendere questa opera altro rispetto all’originale.. ne amplifica l’effetto gli da sensibilità contemporanea.
Ritratti di donne: Ecuba, Andromaca, Cassandra, Elena…e perfino una dea: Atena.
I greci distrutta Troia con l’astuzia del Cavallo di Legno ideata da Ulisse, e uccisi tutti i troiani maschi, lasciano sul suolo della città le donne di Ilio destinate ad essere ripartite tra i vincitori…nell’attesa che salpino le navi greche, si dipanano le storie, le sensibilità di ogni singolo ritratto. Da millenni le donne hanno una dignità, un’intelligenza, una sensibilità e un pragmatismo milioni di volte superiore a quello degli uomini, le Troiane di Sartre sono rock esprimono un dolore e una energia contemporanea, come contemporanee sono le guerre e come contemporaneo ci è anche il mondo classico di migliaia di anni fa. Sartre lo evidenzia soprattutto nella struggente battuta finale che lui ha aggiunto all’opera di Euripide.
Tuttavia in Sartre manca qualcosa: un prologo, in Euripide questa funzione che riassume, per chi non lo ricorda, gli avvenimenti precedenti a quello rappresentato, era esplicata da Poseidone il Dio del Mare, che nel suo monologo iniziale faceva riferimento appunto all’Iliade, Sartre asciuga quel monologo, forse fin troppo e sembra dare per scontato che ognuno conosca l’antefatto, così ho aggiunto un brano da l’Iliade di Alessandro Baricco, che invece in modo anche quello molto bello e non così distante dall’operazione sartriana riassume la suggestiva guerra durata dieci anni tra greci e troiani per l’amore pensate un po’…di una donna!
Un testo così alto, non può essere rappresentato, deve essere letto, Carmelo Bene diceva che la poesia deve essere letta, mai mandata a memoria, aveva ragione. Ecco allora l’idea di una lettura scenica, ma un testo nella sua staticità maestoso necessitava di un supporto musicale, di un’orchestra e un coro, ecco allora la disponibilità dei maestri Menicagli (orchestra Clara
Shumann), Valeri (corale G.Puccini e corale Valdera) e Dainelli (compositore e musicista)
In primo luogo pensavo a delle musiche di repertorio di grandi compositori, poi testata la disponibilità dei cori e dell’orchestra a imparare dei nuovi brani ho chiesto a David Dainelli, con il quale siamo in perfetta simbiosi artistica da circa quindici anni, se gli andava di cimentarsi in questa nuova impresa. Infine volevo che Ecuba, la protagonista di questo lavoro, fosse recitata da un’artista di grande sensibilità, un’artista con la A maiuscola, che avesse un rapporto con il teatro di parola simile al nostro, la scelta è caduta su Marion D’Amburgo, che ha accettato direi con entusiasmo, ed è per me e per noi un grande onore avere la possibilità di lavorare con lei.
Ecco la genesi di questo spettacolo, alcuni brani sono da far venire i brividi per la loro bellezza, vorrei che vi risultasse uno spettacolo elegante, sobrio, all’insegna della poesia pura, per trascorrere una bella serata tra la scenografia del nostro teatro romano che simboleggerà quelle di Troia cadente e in fiamme, infondo abbiamo già parlato della similitudine tra Volterra e Troia …
Ci avete fatto caso? Anche il termine poesia è femminile, come storia, colonna o anche luna, come sera, o anche stella e terra…sono sottili paragoni che hanno un fondamento nell’ancestralità, del nostro sentire, che nascondono significati profondi: tutte le cose più belle e importanti sono un omaggio evidente alla donna …ma adesso andiamo a incominciare…
Cera una volta…
Simone Migliorini
Quest’anno il Festival è un evidente omaggio all’universo femminile Malaparte con “Anche le donne hanno perso la guerra” la Didone, le Sorelle di sangue, anche per celebrare Puccini lo abbiamo fatto mettendo in evidenza la sua Cameriera, poi c’è Euridice (quando si parla di Orfeo è inevitabile, e non solo ci sono anche le donne artista, come Irina Brook, la poetessa Caterina Trombetti, la ricercatrice Paola Ircani Manichini, la scrittrice Alma Daddario, la nostra referente organizzativa di sempre Maura Catalan, Isabel Russinova, Elisabetta Pozzi, poi Benedetta Betti e Rossella Cambi e la loro “Volterra Danza” gremita di donne, ragazze, bimbe, e anche Silvia Siravo, e la giornalista Emilia Constantini, anche la nostra grafica è una donna: Virna.
E’ stato casuale che mi sia capitato sottomano questo testo: “Le Troiane” nell’adattaemnto di Jean Paul Sartre…ancora donne con le nostre splendide Stefania Pugi, Francesca Signorini, Gianna Sabatini, Sabina Guillet, Eva Bartali, Annagrazia Benassai, e la straordinaria Marion D’Amburgo.
Donne, donne, donne! Come si fa a non amare le donne? I loro corpi sinuosi, le loro voci cristalline, la loro tenerezza, la loro mente imperscrutabile, il loro universo pieno di misteri….
Mai avevo letto il riadattamento di Sartre da Euripide, nemmeno sapevo che esisteva. Me lo sono bevuto in un fiato...bello. Straordinario, Sartre asciuga Euripide in modo mirabile, lasciandogli il fascino antico, pur modernizzandolo, in versi sciolti e creando una partitura che nel suo significante sembra abbisogni solo di un orchestra e un coro…poesia allo stato puro! Sartre prende l’essenza, mantiene del tutto Euripide, personalizza ben poco ma quel poco che basta a rendere questa opera altro rispetto all’originale.. ne amplifica l’effetto gli da sensibilità contemporanea.
Ritratti di donne: Ecuba, Andromaca, Cassandra, Elena…e perfino una dea: Atena.
I greci distrutta Troia con l’astuzia del Cavallo di Legno ideata da Ulisse, e uccisi tutti i troiani maschi, lasciano sul suolo della città le donne di Ilio destinate ad essere ripartite tra i vincitori…nell’attesa che salpino le navi greche, si dipanano le storie, le sensibilità di ogni singolo ritratto. Da millenni le donne hanno una dignità, un’intelligenza, una sensibilità e un pragmatismo milioni di volte superiore a quello degli uomini, le Troiane di Sartre sono rock esprimono un dolore e una energia contemporanea, come contemporanee sono le guerre e come contemporaneo ci è anche il mondo classico di migliaia di anni fa. Sartre lo evidenzia soprattutto nella struggente battuta finale che lui ha aggiunto all’opera di Euripide.
Tuttavia in Sartre manca qualcosa: un prologo, in Euripide questa funzione che riassume, per chi non lo ricorda, gli avvenimenti precedenti a quello rappresentato, era esplicata da Poseidone il Dio del Mare, che nel suo monologo iniziale faceva riferimento appunto all’Iliade, Sartre asciuga quel monologo, forse fin troppo e sembra dare per scontato che ognuno conosca l’antefatto, così ho aggiunto un brano da l’Iliade di Alessandro Baricco, che invece in modo anche quello molto bello e non così distante dall’operazione sartriana riassume la suggestiva guerra durata dieci anni tra greci e troiani per l’amore pensate un po’…di una donna!
Un testo così alto, non può essere rappresentato, deve essere letto, Carmelo Bene diceva che la poesia deve essere letta, mai mandata a memoria, aveva ragione. Ecco allora l’idea di una lettura scenica, ma un testo nella sua staticità maestoso necessitava di un supporto musicale, di un’orchestra e un coro, ecco allora la disponibilità dei maestri Menicagli (orchestra Clara
Shumann), Valeri (corale G.Puccini e corale Valdera) e Dainelli (compositore e musicista)
In primo luogo pensavo a delle musiche di repertorio di grandi compositori, poi testata la disponibilità dei cori e dell’orchestra a imparare dei nuovi brani ho chiesto a David Dainelli, con il quale siamo in perfetta simbiosi artistica da circa quindici anni, se gli andava di cimentarsi in questa nuova impresa. Infine volevo che Ecuba, la protagonista di questo lavoro, fosse recitata da un’artista di grande sensibilità, un’artista con la A maiuscola, che avesse un rapporto con il teatro di parola simile al nostro, la scelta è caduta su Marion D’Amburgo, che ha accettato direi con entusiasmo, ed è per me e per noi un grande onore avere la possibilità di lavorare con lei.
Ecco la genesi di questo spettacolo, alcuni brani sono da far venire i brividi per la loro bellezza, vorrei che vi risultasse uno spettacolo elegante, sobrio, all’insegna della poesia pura, per trascorrere una bella serata tra la scenografia del nostro teatro romano che simboleggerà quelle di Troia cadente e in fiamme, infondo abbiamo già parlato della similitudine tra Volterra e Troia …
Ci avete fatto caso? Anche il termine poesia è femminile, come storia, colonna o anche luna, come sera, o anche stella e terra…sono sottili paragoni che hanno un fondamento nell’ancestralità, del nostro sentire, che nascondono significati profondi: tutte le cose più belle e importanti sono un omaggio evidente alla donna …ma adesso andiamo a incominciare…
Cera una volta…
Simone Migliorini